Marco Polo

 

Marco Polo è stato un ambasciatore, scrittore, viaggiatore e mercante italiano. È nato a Venezia nel 1254 e qui morì nel 1324. Figlio di un ricco mercante di Venezia, Marco seguì suo padre Niccolò e suo zio Matteo lungo la Via della Seta, in un lungo viaggio  che da Venezia li portò fino a Pechino alla corte del Gran Khan.

Marco Polo in un mosaico del 1867 nel Palazzo Municipale di Genova, il Palazzo Grimaldi Doria-Tursi

I Polo si mettono in viaggio nel 1271, quando Marco ha solo diciassette anni.Si imbarcano da Venezia da qui raggiungono la Siria. Proseguono all’interno del continente attraversando l’Anatolia (attuale Turchia) e l’Armenia. Scendono quindi verso il fiume Tigri, sostando nelle città di Mosul e Baghdad.

I viaggi dei Polo

Poi raggiungono lo stretto di Ormuz, attraversano la Persia ( attuale Iran) e il Khorasan. Superano il Pamir e discendono verso il bacino del Tamir attraversando il deserto dei Gobi. Giunti nel Catai (antico nome della Cina) seguono il corso del Fiume Giallo fino ad arrivare a Khanbaliq, l’antica Pechino, dopo tre anni e mezzo di viaggio. A Pechino risiede l’imperatore, il Gran Khan, di cui Marco ottiene la fiducia e ne diventa consigliere e poi ambasciatore.

Marco e suo padre Niccolò consegnano al Gran Khna i doni del papa

I Polo tornano a Venezia diciassette anni dopo, carichi di stoffe, oro e pietre preziose. Durante una battaglia del 1298, tra la flotta di Venezia e quella di Genova, Marco viene fatto prigioniero dai Genovesi. In prigione, Marco incontra Rustichello da Pisa al quale racconta il suo viaggio.
Marco non sa scrivere e leggere, è Rustichello a farlo per lui. Nasce così il libro chiamato Il milione, uno dei libri più letti, tradotti e stampati al mondo.

Una pagina illustrata de Il Milione. Frontespizio de “Lo stato ed il governo del Gran Khan, imperatore dei Tartari”, illustrazione di Jean Le Long (1410-12 c.)

In questo libro Marco racconta dei luoghi che ha visto, degli usi e dei costumi dei popoli che ha incontrato. Forse non tutto quello che è stato scritto ne Il milione corrisponde a verità, ma restano comunque una testimonianza unica e preziosa: nessuno, prima di Marco, aveva mai viaggiato così lontano e, soprattutto, nessun mai lo aveva raccontato. Ecco alcune illustrazioni de Il Milione con i passi relativi

Fr. 2810, Tav. 84r “Qui hae sì gran caldo che a pena vi si puote sofferire (…). Questa gente sono tutti neri, maschi e femmine, e vanno tutti ignudi, se non se tanto ch’egliono ricuoprono loro natura con un panno molto bianco. Costoro non hanno per peccato veruna lussuria
Fr. 2810, Tav. 88r “Diconmi certi mercanti, che vi sono iti, che v’ha uccelli grifoni, e questi uccelli (…) non sono così fatti come si dice di qua, cioè mezzo uccello e mezzo leone, ma sono fatti come aguglie e sono grandi (…) che l’alie loro cuoprono venti passi, e le penne sono lunghe dodici passi”